Un incendio ha costretto quattrocento persone fuori dall’edificio che abitavano da tredici anni, ma ciò che rischia di andare perduto non è soltanto un tetto. Spin Time è un modello abitativo, sociale e culturale costruito dentro il vuoto lasciato dalle istituzioni. Una storia che riguarda direttamente AUT, il C.C.O Mario Mieli e tutte le soggettività lgbTqia+ che hanno imparato a trasformare spazi negati in famiglie di scelta. Roma ha risposto con la presenza, la cultura e un crowdfunding: ora il Comune deve riportare il palazzo alla città.
Dal rifugio clandestino dei club alla conquista della piazza, il Pride è diventato il nostro spazio sacro laico: il luogo dove la vulnerabilità incontra la libertà. Ma oggi quella piazza è sotto attacco, stretta tra la violenza del fanatismo religioso e la strumentalizzazione di una politica che usa le tragedie per creare nuovi nemici. Difendere il Pride non significa solo proteggere una festa, ma impedire che l’odio e il relativismo ci ricaccino nell’ombra. Tra Amsterdam e Berlino, una riflessione doverosa sul Pride come conquista pubblica, bersaglio politico e luogo da difendere da ogni estremismo, visibile o normalizzato.
Abbiamo incontrato la fotografa Ivana Noto per esplorare MUTA, un progetto visivo che restituisce al corpo la sua presenza primaria, liberandolo da diagnosi, canoni e narrazioni imposte. In un’intensa intervista, l’artista ripercorre la genesi di quest’opera collettiva e transfemminista – nata da un’esperienza di malattia e maturata nel dialogo con volti noti e persone comuni – che trasforma lo scatto in uno spazio sicuro di autodeterminazione. Dalla stoffa bianca usata come soglia di libertà al rigore dei ritratti a grandezza naturale destinati al Mattatoio di Roma, scopriamo come la fotografia possa smettere di “catturare” per iniziare finalmente a “incontrare”. Un progetto che, su Aut, non può non essere raccontato.
Quando una candidata progressista sceglie di non difendere i diritti LGBTQ+ per non urtare l’elettorato musulmano, il corto circuito è servito. Il caso di Melissa Chaudhry negli Stati Uniti evidenzia una spaccatura profonda: il passaggio dall’universalismo illuminista all’illusione del relativismo culturale. Sostituendo i diritti uguali per tutti con la logica dell’identità di gruppo e sfidando il paradosso della tolleranza di Popper, il progressismo rischia di trasformare i principi in concessioni. Un vuoto culturale che finisce per favorire la destra, lasciandole spazio per presentarsi come difensore della laicità e dei diritti civili.
AUT MAGAZINE
Editore: C.C.O. Mario Mieli
Redazione e sede operativa: Via Efeso 2A, 00146 – ROMA
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