
Dal 3 al 17 aprile, il Teatro Argentina di Roma presenta “Ho paura torero”, adattamento teatrale dell’omonimo romanzo di Pedro Lemebel, con la regia di Claudio Longhi e un’applaudita interpretazione di Lino Guanciale, anche dramaturg, nel ruolo della Fata dell’angolo.
Dopo il successo della tournée italiana dello scorso anno, lo spettacolo arriva nella capitale, portando con sé tutta la forza politica e identitaria di un’opera che parla di resistenza, amore e marginalità in un contesto di dittatura.
Ambientato nel Cile del 1986, durante il regime di Augusto Pinochet, “Ho paura torero” racconta l’incontro tra la Fata dell’angolo, una figura ai margini della società, e Carlos, un giovane rivoluzionario coinvolto in un attentato contro il dittatore. Tra i due nasce un legame intenso e ambiguo: lei è innamorata, lui sfrutta la sua casa come rifugio per le operazioni clandestine. Ma la loro storia non resta solo una vicenda intima, bensì il riflesso di una lotta più ampia, quella di tutte le persone che esistono e resistono in un mondo che le vorrebbe invisibili, vittime di una visione politica e sociale sempre più autoritaria e restrittiva delle libertà individuali.
Il romanzo di Pedro Lemebel, pubblicato nel 2001, è una pietra miliare della letteratura LGBTQ+ e della memoria storica cilena. Lemebel, attivista, scrittore e performer, ha sempre impiegato la parola come strumento di resistenza contro le oppressioni, raccontando il desiderio e il dolore di chi vive ai confini. Il suo libro è un atto politico e poetico che continua a parlare anche al presente, a tutte quelle persone che ancora oggi lottano per il riconoscimento della propria identità.
Non è difficile trovare parallelismi tra la situazione del Cile degli anni ’80 e alcune dinamiche politiche e sociali dell’Italia contemporanea e di gran parte dell’Occidente. Se da un lato le forme di repressione sono cambiate, dall’altro la marginalizzazione di alcune categorie di persone, l’erosione dei diritti civili e il clima politico sempre più teso restano questioni urgenti. In un contesto in cui la comunità LGBTQIA+ deve ancora difendere le proprie conquiste da attacchi ideologici e istituzionali, “Ho paura torero” diventa un’opera necessaria e non soltanto l’occasione per conoscere la storia del Cile.
Il teatro, come la letteratura e il cinema, si conferma uno spazio di resistenza culturale, capace di dare voce a chi spesso viene messo a tacere. Raccontare la storia della Fata dell’angolo significa riportare al centro del discorso pubblico la necessità di un mondo più giusto, dove nessuno debba nascondersi o temere per la propria vita, a dimostrazione che il teatro resta ancora oggi un’arma potente contro l’indifferenza e l’ingiustizia, capace di far risuonare domande urgenti sul nostro presente: chi viene escluso oggi? Chi è costretto a vivere nell’ombra? Quanto spazio c’è per la diversità in una società che sembra regredire invece di progredire? La Resistenza non è solo una questione del passato, ma una necessità del presente.
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“Ho paura torero”, di Pedro Lemebel
@Teatro Argentina, Roma
Dal 3 al 17 aprile 2025
traduzione di M.L. Cortaldo e Giuseppe Mainolfi
trasposizione teatrale Alejando Tantanian
Regia Claudio Longhi
dramaturg Lino Guanciale
con Daniele Cavone Felicioni, Francesco Centorame
Michele Dell’Utri, Lino Guanciale, Diana Manea, Mario Pirrello, Sara Putignano, Giulia Trivero
scene Guia Buzzi
costumi Gianluca Sbicca
luci Max Mugnai
visual design Riccardo Frati
travestimenti musicali a cura di Davide Fasulo
assistente alla regia Giulia Sangiorgio
produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
Foto © Masiar Pasquali / Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa