Ex-tra complicate: il caos sentimentale tra illusioni e disillusioni
L’amore, in fondo, è un gioco di specchi. Ci avviciniamo all’altro credendo di vedere la nostra immagine riflessa, ma spesso scopriamo che lo specchio è deformante. In questa giungla emotiva fatta di aspettative, autoinganni e messaggi lasciati in “visualizzato”, ci sono dinamiche che si ripetono con la precisione di un orologio rotto: sempre sbagliate, sempre uguali.
💔 Episodio 1: L’inganno della novità, ovvero, l’eterno ritorno dell’etero-curiosa
C’è un momento nella vita di ogni donna queer in cui la speranza vince sulla memoria. È il momento in cui, nonostante le cicatrici di esperienze passate, si torna su Tinder con la spensieratezza (ingenua) di chi non ha mai sbagliato.
Sara è in questa fase. Single da tre mesi, decide che è ora di rimettersi in gioco. Il destino, però, è un vecchio sceneggiatore pigro, e la sua storia si ripete ancora una volta. Scorrendo tra i profili, si imbatte in Alice. Un volto dolce, un sorriso rassicurante, un’energia che sa di possibilità. Il match è immediato, il dialogo scorre fluido, l’invito a un drink arriva in tempi record.
Alice: “Ciao! Che ne dici di un drink? Sono un po’ nuova in tutto questo mondo… 😇”
Voce nella testa di Sara: Oddio, la famosa etero-curiosa… MA NO! Magari stavolta è diversa!
Ed eccola lì, ricomparire di nuovo… l’illusione dell’unicità.
C’è una tentazione a cui è difficile resistere: credere di essere l’eccezione. È quella piccola voce interiore che bisbiglia: “Lei è diversa. Lei non farà come le altre. Lei non ti spezzerà il cuore con la solita, prevedibile fuga”. Eppure, il copione è già scritto. Aperitivo al Pigneto, sguardi che si intrecciano, parole cariche di sottintesi. E poi, l’inizio della fine.
Alice: “Sai, con i ragazzi non mi è mai scattata quella cosa… Ma con te mi sento diversa”.
Sara (con un sorriso tirato): “Ehm… wow… che carina…”. Traduzione mentale: Aiuto, sto per farmi male di nuovo.
La settimana successiva è un piccolo paradiso artificiale. Messaggi dolci, cuoricini, confidenze che sembrano presagi di un sentimento vero. Ma poi, come un temporale estivo che rovina la gita perfetta, arriva la frase che spezza l’incantesimo.
Alice: “Sai… forse dovremmo rallentare un attimo. Ho bisogno di capire cosa voglio davvero”.
Sara: 😳 “COME SEMPRE.”
Ed eccoci al punto di partenza. Sara si ritrova a fissare lo schermo, la mente annebbiata da un déjà vu amaro. Il sogno della novità si è sgretolato nella prevedibilità del passato.
Ma allora, perché ci caschiamo sempre? Forse perché l’illusione dell’unicità è più seducente della paura di ripetere gli stessi errori. Forse perché, in fondo, preferiamo il dolore della speranza alla sicurezza della solitudine.
E voi? Insistereste o scappereste? Quante volte vi è successo o quante volte lo avete sentito raccontare dalle vostre amiche? Scrivetelo nei commenti!