Il Teatro Vascello di Roma accoglierà due serate eccezionali per un’opera di straordinaria intensità: “Erodiade” di Giovanni Testori, interpretata da un’attrice del calibro di Francesca Benedetti (Premio Flaiano 2024), musa dell’autore che scrisse il “Macbetto” (1974) attorno alla sua personalità di fuoriclasse. Un testo che, nella sua furia linguistica e nella sua tensione visionaria, si inserisce nel percorso testoriano di riscrittura dei miti e delle figure bibliche, portando in scena una donna spezzata, ambigua e dolente, il cui desiderio si confonde con la dannazione.
Nella poetica di Testori, il corpo e la parola si fondono in un grido lacerante, una lingua slabbrata e reinventata, che in Erodiade diventa l’urlo di un’identità che sfugge a ogni definizione. L’autore, già in opere come “La Monaca di Monza”, “Cleopatrà”s e “Mater Strangosciàs”, ha esplorato personaggi femminili al limite, figure intrappolate tra colpa e passione, tra il sacro e il carnale. “Erodiade” non fa eccezione: madre e carnefice, vittima e seduttrice, si muove in una dimensione in cui il genere si dissolve, lasciando spazio a una figura iconica, centro delle più terribili passioni umane.
Il monologo è una sinfonia di parole amare e allo stesso tempo sublimi, erotiche ed evocative, con le quali il poeta scava nel profondo, in perpetuo conflitto tra la sua sfrenata voglia di libertà di espressione e l’educazione cattolica di un’Italia borghese, dove la blasfemia e la carnalità di Testori squarciano lo stomaco e il cuore, creando un insanabile conflitto religioso.
Dalla storica interpretazione di Adriana Innocenti, fino alla straordinaria prova di Maria Paiato nella versione di Pierpaolo Sepe, ogni rilettura ha restituito un’Erodiade sempre più complessa e sfaccettata. Se un tempo il personaggio era visto come incarnazione della crudeltà femminile, oggi acquista una dimensione più fluida e meno misogina, quasi specchio di un’identità in perenne mutazione che coinvolge tutto il pubblico senza eccezione.
Con Francesca Benedetti, attrice dalla presenza scenica magnetica, “Erodiade” si fa corpo e parola, desiderio e perdizione per un allestimento, curato da Marco Carniti, che travolge, scuote e invita a riflettere su quanto sia fragile e mutevole ogni confine umano.
***
“Erodiate”
di Giovanni Testori
@Teatro Vascello
25-26 marzo, martedì e mercoledì h 21
con Francesca Benedetti
Drammaturgia e regia di Marco Carniti
Video Artist Francesco Scandale – Musiche Originali David Barittoni – Aiuto regia Francesco Lonano – Produzione La Fabbrica dell’Attore – In collaborazione con l’Associazione Giovanni Testori